La diffusione del Mahayana




Storia del Buddismo di Nichiren Daishonin

Il Sutra del Loto
Molti studiosi del Buddismo considerano il Sutra del Loto l'insegnamento più alto tra tutti i Sutra Mahayana, la sua stesura viene comunemente collocata intorno al I secolo d.c.
Esso e' composto da 8 Volumi e 28 Capitoli, viene ritenuto così importante per le seguenti ragioni:
1)Afferma che tutti gli esseri viventi posseggano la natura di Budda, e possono ottenere l'illuminazione, senza escludere alcuno, comprese le persone dei due veicoli, le donne, gli animali, le piante e gli esseri malvagi. Questo e' il nucleo dell'insegnamento teorico, esposto nei primi 14 Capitoli, di cui il secondo Hoben, ne costituisce l'essenza.
2)Rivela che il Budda era tale sin dal lontano passato,e quindi che la natura essenziale della vita, la Buddita, esiste continuamente attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro. Questo e' il nucleo dell'insegnamento essenziale, esposto negli ultimi 14 Capitoli, di cui il 16, il Capitolo Juryo, ne costituisce l'essenza.

T'IEN-T'AI e il Buddismo in Giappone (Dengyo)
Il Buddismo arrivo' in Cina nel I secolo d.c,ma fu soltanto nel V secolo, grazie alle traduzioni delle scuole, la sua sua profonda filosofia fu' disponibile. In questo periodo si fecero strada numerose scuole, tra queste quella del Maestro Chi-i (prese il nome di T'ien-t'ai) pose il Sutra del Loto al vertice di tutti gli insegnamenti di Shakyamuni.

T'ien-t'ai lascio' tre importanti trattati sul Sutra del Loto l'Hokke Mongu, l'Hokke gengi e il Maka Shikan. Quest'ultimo e' di particolare importanza in quanto contiene il principio di Ichinen Sansen, principio cardine del Buddismo di Nichiren Daishonin (vedremo in seguito il dettaglio di questo principio).

In Giappone il Buddismo arrivo' dalla Corea, probabilmente nel 538 d.c. In seguito si svilupparono numerose scuole, tra le più importanti ricordiamo quella del Gran Maestro Dengyo (Dagli insegnamenti di T'ien-t'ai). Grazie alla sua saggezza e alla sua profonda comprensione del Sutra del Loto, la scuola si sviluppo' moltissimo.
Tuttavia, la difficoltà degli insegnamenti e della pratica unita alla tendenza dei monaci all'isolamento, fecero si che il Buddismo Tendai si allontano' gradualmente dalla realtà della vita sociale, e grazie a questo isolamento fu' impotente nella lotta alla corruzione, l'ignoranza e la miseria del tempo.
Inoltre il clero Tendai non fu' in grado di contrastare il coinvolgimento delle autorità religiose nella vita politica e la confusione tra i diversi insegnamenti, che divennero strumenti per accrescere il potere del clero e il suo distacco dalla gente comune.
Come predetto nei Sutra, l'epoca in cui l'insegnamento del Budda era andato perduto e la confusione regnava sovrana, l'ultimo giorno della legge, era iniziato.
Fu in questo scenario che nel 1222, Nichiren Daishonin fece la sua apparizione.

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Da Shakyamumi A Nichiren




Storia del Buddismo di Nichiren Daishonin

I tre periodi della legge
Il tempo che segue la morte di Shakyamuni viene suddiviso in tre periodi di mille anni ciascuno: il primo, il medio e l'ultimo giorno della legge.
Il primo e il medio giorno della legge sono suddivisi a loro volta in due periodi di 500 anni ciascuno; i primi 500 anni sono detti epoca dell'illuminazione in cui l'esperienza dell'illuminazione del Budda riusciva ancora a vivere nel cuore dei discepoli.
I secondi 500 anni sono detti epoca della meditazione, perché per ottenere il risveglio era necessaria una pratica severa.
I successivi 500 anni sono cartterizzati dalla lettura e dalla recitazione dei sutra e il quarto periodo coincide con la costruzione dei templi.
Passati questi duemila anni si entra nell'epoca di mappo, l'epoca malvagia in cui lo spirito originale e' andato perduto e la gente non e' più in grado di ottenere l'illuminazione con l'insegnamento di Shakyamuni.

I Concili e la formazione del Mahayana
Poco dopo la morte del Budda si tenne il primo concilio dell'ordine, dove si recitavano le parole lasciate dal Budda.
Circa cento anni dopo si tenne il secondo Concilio, convocato per dibattere sull'importanza e la formulazione delle regole di disciplina.
Proprio su questo argomento la Comunità si divise in due grandi gruppi:
Da una parte gli Anziani (della scuola Theravada),essi ritenevano che la disciplina fosse l'aspetto fondamentale.
Dall'altra c'erano i Membri del Grande Ordine (per la maggior parte laici), essi consideravano più importante vivere tra la gente, divulgando gli insegnamenti e la pratica.
E' assai probabile che fu proprio da questo Concilio che nasce la grande divisione tra le due correnti di pensiero che contraddistinsero il Buddismo dell'epoca.

Mahayana (Grande Veicolo): Si diffuse a Nord e a Est dell'Asia, la figura di riferimento era il Bodhisattva, ossia una persona attiva e compassionevole che aspira alla sua e altrui illuminazione. Inoltre dopo la sua morte, egli sceglie di rinascere per salvare gli altri.

Hinayana (Piccolo Veicolo): Si diffuse verso Sud e per una parte ad Est, per l'oro l'idea di raggiungere l'illuminazione era un'aspirazione di perfezione accessibile a pochi e solo dopo molte vite di pratica rigorosa e di vita austera, inoltre per loro una volta esaurito il Karma la persona non rinasce.

La frattura tra queste due correnti non va interpretata come un dissidio tra Ortodossi ed Eretici, piuttosto gli Anziani ritenevano di dover difendere la purezza dell'insegnamento, mentre il grande ordine riteneva più importante che la religione fosse a servizio della gente.

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